L’opinione di Claudia Bettiol
L'energia è un diritto, ma il rapporto fra uomo e energia è destinato a evolversi modificando il ruolo dell' uomo e la sua relazione con l'ambiente, così come oggi siamo abituati a viverla. L’opinione di Alessandro Clerici
Per un futuro sempre meno dipendente da fonti fossili e più rispettoso dell'ambiente occorre considerare tutte le possibili alternative con un approccio laico e non ideologico, approccio basato su dati, fatti e costi globali (inclusi quelli ambientali). In tale ottica non può essere trascurato il nucleare che non va visto come una rivincita del referendum o in contrapposizione alle rinnovabili. Il nucleare, come ora gas e carbone, può fornire l'indispensabile energia elettrica di base e programmabile integrando le rinnovabili "aleatorie" (danno energia quando c'è vento o sole) e che necessitano quindi di adeguata "riserva" da altre fonti.
L’opinione di Sergio Ferraris
L’energia nucleare, oltre a non aver risolto i problemi ambientali, ci presenta un quadro poco chiaro anche dal punto di vista finanziario. Esiste infatti incertezza circa il prezzo del kWh atomico per l’impossibilità di avere oggi costi e tempi precisi circa la costruzione dei reattori, per la difficoltà di prevedere il prezzo dell’uranio durante i sessanta anni di vita stimati per le nuove centrali, ma soprattutto sono i costi del decommissioning e dello stoccaggio delle scorie a lungo termine a non essere risolti. Le generazioni future saranno chiamate a pagare un conto salato per le scelte di oggi attraverso sovvenzioni statali? In un quadro così problematico perché l’Italia che stava faticosamente uscendo dall’atomo, dovrebbe reinvestire in questa forma di produzione energetica? Il dubbio è che sia conveniente, per alcuni soggetti, costruirle le centrali nucleari e utilizzarle nel medio periodo, per poi scaricare sul pubblico i costi sempre crescenti legati all’invecchiamento degli impianti e al loro fine vita.
L’opinione di Gianni Mattioli
Il contributo dell’energia nucleare al consumo di energia nel mondo continua a decrescere, poiché non abbiamo saputo risolvere i difficili problemi di ricerca che essa pone: dal punto di vista della disponibilità della risorsa, dell’impatto sanitario ed ambientale dei materiali, dei costi del ciclo del combustibile, del rischio di proliferazione militare. L’UE ci chiama oggi ad un impegno importante nella direzione delle energie rinnovabili e dell’efficienza, dal quale può trarre giovamento tutto il nostro sistema produttivo. Questa è la direzione in cui impegnarsi, non trascurando la partecipazione internazionale alla ricerca di base sul nucleare per un futuro oggi lontano.
L’opinione di Alex Sorokin
Sorokin è ingegnere nucleare ed affronterà da una angolatura tecnica le problematiche in questione illustrando i pro e contro del nucleare e delle fonti rinnovabili.
L’opinione di Francesco Starace
Lo scenario energetico è attualmente caratterizzato, da un lato, da un forte legame tra crescita, benessere e consumi di energia e dall’altro da una grande attenzione alle tematiche legate al cambiamento climatico e sempre di più dalla necessità di svincolarsi dalla dipendenza dal gas, petrolio e carbone. Se guardiamo le previsioni, la domanda di energia dal 2006 al 2030 dovrebbe aumentare del 45% e le emissioni di gas serra del 46%. In un contesto che spesso è legato alla forte dipendenza da combustibili fossili, le energie rinnovabili sono una risposta sostenibile anche nel lungo periodo, che permette di ridurre le emissioni di gas serra, di sviluppare fonti energetiche locali e decentralizzate, di stimolare industrie ad alto contenuto tecnologico e di ridurre la dipendenza da fonti energetiche di importazione.